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Tessile riutilizzabile, a misura di ambiente e più economico

08/11/2021

I numeri parlano chiaro. Il tessile riutilizzabile, rispetto al monouso, è amico dell’ambiente e fa risparmiare in termini economici.  E’ quanto emerge dai dati diffusi da Ebli, l’ente bilaterale delle lavanderia industriali nel corso di Ecomondo di Rimini, la fiera divenuta punto di riferimento per nuovi modelli di economia, conclusa nei giorni scorsi.  Bene, il 91% del tessile riutilizzabile è avviato al recupero; questo tipo di materiale resiste a 75 cicli di lavaggio; l’impatto sull’effetto serra incide per un 48% in meno rispetto al monouso, decisamente più inquinante. E dalle analisi comparative di LCA, Life Cycle Assessment (in pratica il ciclo di vita del tessile riutilizzabile), ed LCC, Life Cycle Costing (ovvero il ciclo inteso in termini economici) emerge molto altro ancora. 

 

Prendiamo la fase di smaltimento. Se il monouso finisce per il 55% in discarica e il 45% all’inceneritore, a seguito dei 75 cicli di lavaggi industriali del tovagliato in tessuto, al contrario, solo l’8% va in discarica, l’1% è destinato all’incenerimento, mentre il resto viene riciclato. Una bella differenza se lo studio ipotizza due scenari di conversione al tovagliato riutilizzabile, in una forbice compresa tra -12% di CO2 equivalente e - 20 %. 

 

Da sfatare un mito: sebbene la produzione di tessuto potrebbe far pensare a un maggior utilizzo di acqua, soprattutto nella fase di produzione del cotone, dal LCA risulta che dopo 57 lavaggi si ha un punto di pareggio, con il 18% in meno di consumi dopo 75 cicli di lavanderia. Rispetto al monouso, inoltre, il tessuto produce il 59% in meno di eutrofizzazione e - 61% di acidificazione.

 

Sin qui l’ambiente. Ma tutto questo come incide anche in termini economici con un risparmio compreso tra 39 e 71 milioni di euro, cui si aggiunge un beneficio per la collettività in termini di costi da sostenere per riparare i danni ambientali pari al 63 % in meno. Se il costo della raccolta e dello smaltimento del tovagliato a fine vita è di circa 374 mila euro per il riutilizzabile, la somma sfiora i 28 milioni di euro per il monouso. 

 

Dal dettaglio e meticoloso studio di Ebli, infine, come si legge in un recente comunicato stampa, emerge che in un anno, in Italia, sono utilizzate 117 milioni tovaglie monouso, praticamente quasi il doppio della popolazione italiana. I coprimacchia? Ben 369 milioni di pezzi, facendo un po' di conti pari circa alla popolazione Europea. I tovaglioli monouso in un anno sono più di 4 miliardi, come se dovessero essere distribuiti alla metà della popolazione mondiale, a fronte di 1,3 miliardi di quelli in tessuto.

 

Davvero troppo. E allora, addio monouso e benvenuto tessuto riutilizzabile, più economico e a misura di ambiente.