• 70132 Bari Zona Industriale
    Viale Guglielmo Lindemann, 5

Lavaggio e manutenzione degli abiti da lavoro: la Cassazione “allarga” il perimetro dell’obbligo

03/10/2019

Si allarga il perimetro nel quale rientra la nozione di “dispositivi di protezione individuale”, i cosiddetti DPI, con specifico riferimento agli abiti da lavoro. Con la conseguente estensione dell’obbligo di lavaggio e manutenzione a carico dell’azienda.

É quanto emerge da una recente ordinanza emessa dalla Corte di Cassazione, sezione lavoro (numero 17354 del 2019 civile pubblicata il 27 giugno 2019). Il provvedimento sostanzialmente ha dato ragione a un lavoratore (un autista operatore ecologico) il quale chiedeva che l’azienda per la quale lavorava fosse condannata a risarcire il danno per inadempimento rispetto all’obbligo di lavaggio e manutenzione dei DPI. La Corte d’Appello di Cagliari aveva negato tale risarcimento, sostenendo la correttezza della decisione dell’azienda che non aveva riconosciuto indumenti, maglie, pantaloni e giubbotti forniti dall’azienda come rientranti nella categoria “dispositivi antinfortunistici”.

Di diverso avviso il Supremo Collegio che, al contrario, ha interpretato in maniera estensiva l’articolo, 40 comma 1 del D. Lgs, 626 del 1994. Il riferimento a “qualsiasi attrezzatura” nonché ad “ogni complemento o accessorio” destinati al fine di “proteggere contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza e la salute durante il lavoro”, infatti, è da intendersi in senso ampio, proprio in ragione della finalizzazione a tutela del bene primario della salute e dell’ampiezza della protezione garantita dall’ordinamento giuridico attraverso disposizioni specifiche.

La Cassazione ribadisce infine che non possono considerarsi DPI uniformi aziendali o indumenti atti a preservare gli abiti civili. Di qui la cassazione della sentenza di merito e il conseguente rinvio della causa davanti alla Corte d’Appello di Cagliari.