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Covid-19, il processo di lavaggio certificato efficace non solo sui batteri, ma anche sui virus

15/04/2020

“Si ritiene che il sistema con il processo di lavaggio impostato e validato per ottenere l'abbattimento microbico sulla biancheria, certificato secondo la norma “UNI EN 14065:2016 e Linee guida Assosistema, sia efficace anche per eliminare eventuali cariche virali”. Del resto, “la detergenza/lavaggio, oltre a consentire la rimozione di sporco, macchie e odori sgradevoli, riduce i microrganismi presenti sul tessuto. In questo modo si ottiene il necessario livello di sicurezza e idoneità appropriati per la specifica destinazione d'uso”. 

A mettere il punto fermo, un recentissimo studio di Assosistema Confindustria, cui Lavanderia Industriale Fratelli Bernard aderisce, ed elaborato con il supporto scientifico di due biologi. Al centro dell’analisi, che sarà inviata anche al ministero della Salute, l’”efficacia dei processi di lavaggio e sanificazione nelle lavanderie industriali” dei dispositivi tessili trattati secondo i criteri dettati dalla normativa UNI EN 14065:2016. Divisione dei locali in area sporca e area pulita, destinazione del personale a ogni singola area, validazione dei cicli di lavaggio con la combinazione di temperatura e agenti detergenti e disinfettanti, sono alcune delle prescrizioni previste dalla certificazione internazionale che Fratelli Bernard, unica in Puglia, può vantare.

“Il processo di detergenza/lavaggio - si legge tra l’altro nel documento tecnico di Assosistema sulla permanenza del Covid 19 sulla biancheria - è influenzato dai seguenti fattori: tempo, temperatura, meccanica e chimica, che agiscono insieme per rimuovere e uccidere le cellule microbiche. A questo proposito, i composti ossidanti, come il cloro o la candeggina con ossigeno attivato, il pH e la temperatura, svolgono un ruolo essenziale al fine di garantire un'efficace azione antimicrobico-virale". 

La base di partenza dell’elaborato, in assenza di una letteratura scientifica specifica, è rappresentata dagli studi già effettuati sul Coronavirus SARS CoVS di cui il Covid 19 è strettissimo parente (da qui il nome scelto SARS-CoV-2). Da questi ultimi, si evince come “anche nelle condizioni più favorevoli alla sopravvivenza, il virus viene inattivato a 60°C in 30 minuti e viene inattivato in 30 secondi a temperatura ambiente in presenza di etanolo 78%. Ne consegue che la combinazione di temperatura e agenti disinfettanti utilizzati in lavanderia industriale sono efficaci per la distruzione del virus. Peraltro la successiva asciugatura prevista nei mangani o negli essiccatoi a Temperature superiori ai 100°C riducono il pericolo a un livello accettabile”.

Insomma, “Il rispetto delle prescrizioni dettate dalla norma UNI EN 14065 e dalle Linee Guida Assosistema Confindustria (…) forniscono un discreto supporto per evitare la contaminazione da virus".